TITOLO – “Il Mostro e l’ancora: testimonianza di una lotta contro l’azzardo”.

Introduzione

Trasformare una sofferenza profonda in poesia è il modo in cui ho scelto di onorare il mio vissuto. Condivido queste parole come atto di solidarietà verso chi lotta contro le catene della dipendenza; perché, qualunque sia il volto di questo “mostro”, nessuno dovrebbe sentirsi mai solo nel cercare la via d’uscita. Il coraggio di narrare il dolore è già il primo passo verso la risalita.

Il Mostro delle dipendenze

“Il Mostro delle dipendenze cattura le sue prede trascinandole negli abissi per soffocarle assieme ai propri cari”.

Riflessioni:

la prigionia del gioco

Il gioco d’azzardo non è un passatempo, è un’entità distruttiva che si insinua nelle pieghe della mente. La sua devastazione non si limita al saldo di un conto corrente: essa colpisce l’essenza stessa dell’individuo, trasformando l’ossessione in una prigionia psicologica da cui pare impossibile evadere. È una forma di autodistruzione compulsiva che logora la volontà e svuota l’anima.

Il dramma dell’invisibilità

La lotta si consuma nel silenzio soffocante dell’isolamento. Il “giocatore” si ritrova prigioniero di una condizione che lo rende taciturno, irascibile e, nei casi più estremi, violento.  Il mostro, nutrendosi della sua vittima, ne stravolge i tratti: la prostrazione diventa il velo che oscura il rapporto con il partner e con la famiglia. Non è solo il malato a precipitare nei “giorni cupi” e negli “occhi gonfi”; è l’intero nucleo familiare a condividere quel naufragio, segnato dalla costante altalena tra la speranza illusoria di una vincita che salvi tutto e la dolorosa realtà di una rovina imminente.

L’Amore come ultima trincea

Eppure, in questo panorama di desolazione, resta una luce. La personificazione del gioco come “Mostro assassino” ci impone di non arrenderci. In questo contesto, l’amore non è una parola astratta, ma un’ancora di salvezza tangibile. È la forza vitale capace di opporsi all’oscurità, l’unico appiglio reale in grado di contrastare l’ossessione ludica e ricordare, a chi è smarrito, che esiste una via d’ uscita verso la luce.

GRATTA E VINCI

Il gioco si fa aspro

se non puoi farne a meno;

corrompe la tua mente,

annienta la tua coscienza.

Viscido vizio.

Gratta, gratta! Ora vinci,

ma quando! Forse domani?

Gratta, gratta! Ora piangi,

giorni cupi, occhi gonfi.

Dolce e amaro inganno.

Ti penti e fai scongiuri,

stretto nella morsa;

un sussurro nell’aria:

Tizio e Caio hanno vinto,

di sicuro anche Sempronio.

Riprende la sua danza

la ruota del destino,

un solo colpo in canna…                                                                   

Vivi o muori.

Mostro assassino.

T’imploro, ti scongiuro,

arresta quella mano!

Accarezza il mio viso,

ridammi gioia e sorriso;

ora, se puoi, salva il nostro amore.

Autrice: Elisa Feudo – Monnalisa56

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