L’ODIO

L’odio è un demone interiore, forse il peggiore, in quanto pericoloso e distruttivo e può avere conseguenze terribili.

A differenza dell’ira che scatta in modo istantaneo e che, al termine della sua esplosione, può dare anche un senso di appagamento, l’odio cova dentro, si cristallizza nell’anima, ha un periodo di “incubazione” ed anche se non diventa violenza uccide la relazione, per quella antipatia, quella inimicizia, quella maldicenza irrisolvibili perché profondamente radicate in lontane rabbie mai eliminate.

Il rancore gioca brutti scherzi alla memoria: si ricordano le ingiustizie subite e si dimenticano le grazie ricevute ed i torti fatti. Perciò si usa dire che l’odio è l’oblio dei propri peccati.

L’odio è una forza vitale, un’energia potente che agisce a favore del male e contro il bene.

Alla base di questo demone vi è spesso il vittimismo.

Chi odia si sente in genere vittima e ciò lo autorizza ad essere feroce e sadico, essendo in credito con la giustizia.

Ragionano così i malavitosi, i mafiosi ed i tifosi allo stadio, che hanno bisogno di un mostro per sentirsi a posto e giustificare le proprie malefatte.

Quando si smette di amare e si distruggono le relazioni, si vive un inferno perché non si hanno più la pace e la gioia nel cuore.

Una persona può stare in mezzo a mille santi pieni di luce ed avere un cuore nero; per contro può stare in un campo di concentramento ed avere il cuore pieno di amore.

Lo scudo conto il demone dell’odio à la magnanimità. Solo chi ha una vita interiore grande, larga, estesa, è capace di perdonare, perché non si attacca ai dettagli, alle paroline e non perde di vista le cose più importanti.

C’è un solo rimedio per superare il male subito: perdonare.

Solo chi perdona guarisce veramente, mentre la vendetta ed il rancore ci tengono in simmetria con chi ci ha fatto del male.

L’odio infatti è un sentimento insano che fa più male a chi lo prova che a chi lo subisce.

Ma colui il quale ha un animo piccolo e gretto non potrà mai perdonare: è troppo vigliacco per poterlo fare, non è nelle sue corde.

P.S. Mi auguro con tutto il cuore che chi leggerà questo post possa perdonare un proprio congiunto o un proprio amico: sarebbe per me la più bella delle vittorie.

Umberto Ranucci

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