Introduzione:
Di grande stimolo è l’espressione contenuta nell’incipit: “Nessuno è immune dal dubbio… neanche i santi”, per rappresentare l’argomento “dubbio”.
Impossibile è negare l’influenza angosciante esercitata dal dubbio nella vita di Sant’Agostino (Dottore della chiesa) sino al suo incontro con il Vescovo Sant’Ambrogio, che determinò la sua conversione e portò al suo battesimo celebrato a Milano nel 387 d.C.; un percorso di conversione riportato nella sua autobiografia Confessioni. Periodo durante il quale il santo conobbe tormenti interiori dovuti al suo nomadismo spirituale.
Partendo da questo concetto ed ispirata da spunti letterari, tratti da alcune autorevoli citazioni:
- “Ci hai fatto per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.” (Sant’Agostino, 354 – 430 d.C.);
- “Cogito, ergo sum.” “Penso, dunque sono.” (Cartesio 1596 – 1650);
- “Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Soltanto gli imbecilli sono sicuri di ciò che dicono.” (Voltaire 1694 – 1778).
Stando al pensiero espresso in questo mio aforisma: “Se fossi stata quella che volevi, non sarei quella che sono.”, presento questi versi:
IL LUME DEL DUBBIO
Se fossi stata quella che volevi,
sarei rimasta confinata nei tuoi occhi,
un argine sicuro dalla sventura.
Avrei evitato l’errore, la delusione,
l’angoscia di una strada senza uscita,
il peso di una scelta non voluta.
Ma se fossi stata quella che volevi,
oggi non sarei quella che sono:
un passero solitario sì, ma libero,
la magia di un arcobaleno,
il vento che spazza via nuvole e foglie;
non avrei questa forza né quel passo sicuro,
che mi rendono unica e indecifrabile.
Sia benedetto quel dubbio che mi ha spinto
a non vestire altri panni;
non sono una statua rassicurante e vinta,
sono viva, imperfetta e verticale;
sono quella che tu volevi non fossi.
Riflessione:
LA DOPPIA NATURA DEL DUBBIO
I versi si muovono lungo una traiettoria di tensione tra due forze opposte:
- il dubbio come perdita (prima strofa).
Qui il dubbio si manifesta nel suo volto negativo e doloroso. Sceglie di non corrispondere al desiderio dell’altro. Essere “quella che volevi” avrebbe assicurato un riparo privo di rischi “un argine sicuro” ma anche di vita;
- il dubbio come liberazione (terza strofa).
La vulnerabilità si trasforma in forza, e l’incoerenza diventa “un diritto sacro” contro la fissità della morte interiore “statua”.
Il fine celebra una postura esistenziale: essere “verticale” lo stare in piedi nelle proprie contraddizioni, fiera della conquista d’identità e libertà.
Conclusione:
IL DUBBIO MOTORE DELLA NARRAZIONE.
Ovviamente focalizzare l’attenzione del pubblico con opere il cui protagonista interpreta il dubbio è prerogativa dei “mostri sacri”, tra essi considero Luigi Pirandello il maggiore; geniale è la sua opera Il fu Mattia Pascal, giacché rappresenta in assoluto l’inesistenza di una verità oggettiva.
IL DUBBIO NEL NOSTRO VISSUTO.
Un argomento sicuramente intrigante e dalle varie sfaccettature.
Il dubbio insinuandosi nella nostra vita e impadronendosi della nostra mente:
- sconvolge le nostre relazioni, specie quelle affettive;
- paralizza le nostre azioni rendendoci succubi del giudizio altrui;
- in casi estremi, ci rende psicopatici alterando i nostri processi mentali, emotivi e comportamentali; avvolgendoci in una coltre di nebbia che ci preclude ogni ragionamento equilibrato e ci induce alla mancanza di fiducia.
Tuttavia, per alcuni versi, può rivelarsi “illuminante” dato che ci impone a non rimanere in superficie ma a scavare alla ricerca di certezze alle quali ancorarci per non andare alla deriva e a rimanere liberi. Ci rende reali, ricordandoci che – come insegnava Cartesio – è proprio attraverso il dubbio che affermiamo la nostra esistenza.
A suggello di questo percorso per comprendere quanto sia difficile ma liberatorio sottrarsi alle aspettative altrui, ci viene in aiuto una donna straordinaria vissuta tra l’Ottocento e il Novecento: Lou Andreas-Salomé.
In un’epoca in cui le donne erano relegate a ruoli marginali e condizionate da rigidi schemi sociali, Lou pronunciò una frase che racchiude l’essenza della libertà interiore: <<Non conformerò mai la mia vita a dei modelli, e non lo faccio per principio, ma c’è qualcosa dentro di me che brucia, e quel qualcosa sono io.>>. Lou è stata l’incarnazione vivente di questo pensiero. Non ha mai voluto essere la compagna docile o la “statua rassicurante” che gli altri si aspettavano di lei. Ha dialogato alla pari con i più grandi filosofi e pensatori del suo tempo – come Friedrich Nietzsche e Sigmund Freud – senza mai perdere la propria identità, scegliendo sempre di mettere in discussione le certezze comode per rimanere fedele a sé stessa. La sua storia ci ricorda che il dubbio e il coraggio di essere unici sono il prezzo da pagare per vivere una vita autentica.
Autrice: Elisa Feudo (Monnalisa56)

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