Chi sono

Sono Umberto Ranucci e sono nato a Capua (CE) il 15/04/63 da Francesco Ranucci e Maddalena Izzo, entrambi passati a miglior vita, che mi hanno trasmesso sani principi quali l’onestà, il senso del dovere ed il rispetto per il prossimo.

Sono coniugato con Piccolo Patrizia ed insieme abbiamo dato vita a tre figli: le gemelle Lucrezia e Sofia, attualmente diciannovenni e Francesco, che ci ha lasciato improvvisamente nel mese di aprile 2018, all’età di diciassette anni.

E’ superfluo evidenziare che la perdita di Francesco, inattesa, ingiusta ed avvenuta per colpe non sue, ci ha procurato un dolore incommensurabile, che, probabilmente, è stata la causa della mia malattia irreversibile.

Mai avrei pensato che la mia vita sarebbe stata segnata da un evento così traumatico e doloroso, che mi ha fatto invertire completamente l’ordine dei valori e stabilire una scala di priorità che vede i valori spirituali avere la precedenza rispetto a quelli materiali.

Quando ero giovane ero animato da tanti propositi lavorativi: aspiravo ad un lavoro di prestigio, che però avesse anche una utilità sociale, fosse cioè finalizzato alla tutela delle cosiddette categorie deboli.

Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico a Capua, ho conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli.

Non va però sottaciuto il fatto che, subito dopo il conseguimento del diploma, ho prestato il servizio militare in qualità di Ufficiale di Complemento, ricevendo apprezzamenti soprattutto da parte dei militari

di truppa, che a fine servizio mi hanno regalato una targa “per l’amicizia dimostrata”, suscitando stupore e sbigottimento nei miei superiori gerarchici, poco avvezzi a regalie e ad atti di cortesia.

Dopo essermi laureato, ho iniziato a prestare attività lavorativa, in qualità di impiegato direttivo, presso una società di consulenza aziendale, che si occupava di gestione e selezione del personale.

Forte dell’esperienza maturata, ho intrapreso, come libero professionista, l’attività di Consulente del Lavoro, dopo avere ottenuto la prevista abilitazione.

Non posso nascondere che queste attività, pur essendo soddisfacenti dal punto di vista professionale, non erano coerenti con i miei ideali di vita.

Esse, infatti, comportavano a volte il compimento di atti pregiudizievoli per i lavoratori, quali licenziamenti, “messe”in cassa integrazione, ecc., che erano ben lontani dall’obiettivo che mi ero prefissato, ovvero la tutela delle classi deboli e nel caso di specie dei lavoratori.

Per riempire questo vuoto esistenziale, ho svolto, parallelamente alla libera professione di consulente del lavoro, l’attività di Vice Procuratore Onorario della Repubblica, esperienza che si è rivelata oltremodo positiva non solo per la mia formazione culturale ma anche perché ha aumentato la mia autostima.

Quando mi ritenevo proiettato definitivamente verso la libera professione di consulente del lavoro, si è verificato un evento che ha cambiato il corso della mia vita: a seguito di concorso pubblico, sono stato assunto in qualità di Funzionario dell’Ispettorato del Lavoro.

Poiché per me la possibilità di tutelare i lavoratori costituiva il coronamento di un sogno, mi sono buttato a capofitto in questa nuova esperienza: ho frequentato master e corsi di perfezionamento, ho ricoperto vari ruoli di responsabilità, ho pubblicato circa n.40 articoli su riviste specializzate, sono stato relatore in vari convegni, ho collaborato come assistente di diritto del lavoro all’Università di Cassino e sono stato docente di master.

Oggi, essendo in pensione anticipata, ho deciso di dedicarmi da autodidatta allo studio della filosofia, che è amore per la sapienza…

Studiare filosofia significa essere ricchi senza avere due soldi in tasca, perché il filosofo non misura il valore della persona in base al suo conto in banca. Ed è questo il messaggio che voglio veicolare: perseguite i vostri sogni senza omologarvi alle regole di una società consumistica, che ci vuole schiavi dei desideri materiali e non liberi nel pensiero.